PD NEL PSE? PERCHE’ NO?
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Diario, il 10 dicembre 2008
Personalmente sono rimasto molto colpito dal testo scritto da Giuseppe Grassi. La sua chiarezza è disarmante, ma al tempo stesso pone degli interrogativi che non si possono tralasciare.
“Cosa vuol dire essere socialisti?”
In origine, il socialismo nasce come un’ideologia tesa alla concepimento di una società dell’uguaglianza, di tutti i cittadini, da un punto di vista economico, giuridico e sociale.
Un pensiero assolutamente condivisibile quindi, ma che và contestualizzato rispetto alla sua formazione (non starò qui a tediarvi, con un trattato di storia del XIX e XX secolo…)
E’ risaputo che questo pensiero viene poi declinato secondo numerose correnti ideologiche, alcune delle quali tendono verso posizioni radicali e rivoluzionarie.
La corrente che però noi oggi conosciamo (ri-conosciamo) e che ci (mi) appartiene, è quella della Social-democrazia, che unisce i valori di uguaglianza sociale, al riconoscimento dell’economia di mercato (oltre che, ovviamente, al riconoscimento della democrazia parlamentare e quindi, all’abbandono di qualsiasi progetto rivoluzionario). Altresì la social-democrazia auspica una affermazione dello Stato, tramite interventi regolatori che permettano la redistribuzione del reddito in senso egualitario.
Appare evidente quindi, la matrice fortemente riformista su cui anche il Partito Democratico è fondato.
Ma veniamo al PSE…
Nasce nel 1992 a L’Aia, dalla Confederazione dei Partiti Socialisti della Comunità Europea (di cui il PCI non faceva parte) è riunisce 33 partiti membri, e altri associati, tutti di chiara ispirazione socialdemocratica e laburista. Giusto per rispondere all’amico Giuseppe (anche se queste discussioni “amarcordiane” non mi appassionano) il PDS aderisce sin dalla sua nascita al PSE, come membro co-fondatore. E se Fassino firma a nome dei DS il manifesto del PSE è per lo stesso motivo per cui tu, Giuseppe, fai legittimamente parte di un esecutivo di un organizzazione giovanile europea non riconosciuta dal PD e tantomeno dai Giovani Democratici.
L’”Internazionale Socialista” poi, di cui il PSE fa parte, deve far poi ancora meno paura, visto che per lungo periodo, non ne fece parte nemmeno il PSI, perché era considerato su posizioni troppo “filo-PCI”!
Nel PSE si sono riconosciuti fino ad oggi, tutti i grandi leader europei di centro-sinistra: Gerhard Schröder, Lionel Jospin, Luis Zapatero, Tony Blair e Gordon Brown.
Il PPI ha abbandonato il PPE perché questo ha via via, assunto posizioni sempre più conservatrici diventando di fatto la “casa” della destra europea euro-scettica (infatti AN prima di aderire al PDL, chiedeva l’ingresso nel PPE; e Berlusconi oggi è uno dei leader del PPE).
Ecco il perché della nascita del PDE…
Date queste considerazioni, francamente non riesco a trovare alcun elemento per cui il PD non potrebbe aderire al PSE, (e non ne vedo nella tua analisi Giuseppe, se non per le affermazioni di Rutelli e Fioroni, appoggiate da Bayrou).
Un solo motivo può supportare la tua tesi: il comprensibile disagio a ritrovarsi in un soggetto dal NOME pesante, qual è,(soprattutto per noi Italiani), la parola SOCIALISMO.
Ma a questo caro Giuseppe, ti rispondo che non si può abbandonare un ideale per un nome.
PS: Chiunque legga questo post, ne voglia vedere il seme di un dibattito politico serio (finalmente!) e non una contrapposizione di parte, che non esiste.
Pierpaolo Treglia
Membro Assemblea Nazionale Giovani Democratici